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7 errori su Facebook che ti fanno perdere consenso elettorale.

7 errori su Facebook che ti fanno perdere consenso elettorale è il titolo che ho dato ad un report scritto un po’ di tempo fa, scaturito da una mia ricerca fatta analizzando varie centinaia di Pagine Facebook di politici italiani.

In questa ricerca ho scoperto 7 passi falsi che possono compromettere irrimediabilmente la tua campagna di comunicazione politica online e rendere meno efficace il tuo messaggio politico e la tua campagna elettorale.

Non aver impostato prima una strategia di comunicazione online è il primo di questi errori e il peggiore che possa commettere chi si occupa di politica.

Per una corretta strategia abbiamo bisogno di un elemento centrale che faccia da fulcro per la produzione di contenuti, un canale per mantenersi in contatto con i propri sostenitori e infine degli strumenti per estendere il raggio d’azione e raggiungerli.

Inoltre nella costruzione di una strategia dobbiamo tenere conto innanzitutto di una regola elementare ma spesso ignorata: stabilire l’obiettivo che la nostra campagna vuole raggiungere.  

Seconda regola altrettanto importante è invece stabilire il target di persone che si vuole raggiungere, il pubblico a cui ci si vuole rivolgere.

Una volta che hai stabilito l’obiettivo e i target elettorali su cui puntare, saranno questi due elementi poi a guidare l’azione. 

Non avere un piano editoriale è il secondo errore in cui può incappare il politico che si accinga ad una campagna di comunicazione politica online. 

Non avere un piano di lavoro, una linea guida su quanto pubblicare e con quale frequenza, con la lista degli argomenti da trattare ec. è assolutamente deleterio.

Avere un progetto e pianificare i contenuti da pubblicare è utile perché ti aiuta nella gestione delle attività quotidiane su Facebook e ti evita di rimanere bloccato quando non sai quali contenuti pubblicare.

Non rispondere ai commenti, ai messaggi e ignorare le critiche,  altro errore sottolineato da varie ricerche.

Sui social la parola d’ordine è interazione, se vuoi costruire una relazione con i tuoi potenziali elettori, se vuoi costruire un legame di fiducia o un rapporto di reciproco scambio devi per forza di cose interagire.

Una pagina Facebook dove non avviene interazione è inutile e controproducente per il politico. Invece, usando lo spazio che il social network ci mette a disposizione per interagire potrai ottenere la stima e il rispetto del tuo pubblico di riferimento.

Farsi coinvolgere in una “flame war”. Spesso arriveranno sulla tua pagina messaggi e commenti : ostili, opprimenti o provocatori. 

Quando succede stai molto attento a non contrapporti in modo aggressivo in quanto potrebbe avere ripercussioni sulla tua reputazione, ricordati che quello che accade su Facebook è pur sempre di dominio pubblico.

Per questo motivo la contrapposizione aggressiva potrebbe, quindi, risultare deleteria per la tua immagine e portare a risultati negativi.

Non riadattare i contenuti ai diversi formati. Vedo ancora troppo spesso politici  replicare semplicemente su Facebook contenuti pubblicati antecedentemente su altri media. 

lnterviste su quotidiani o partecipazioni in tv vengono riproposte sui social senza aver valorizzato il contenuto per il nuovo formato.

In questo modo si corre il rischio che il loro messaggio politico resti confinato ai lettori del quotidiano o agli spettatori televisivi.

Acquisto di fan fasulli. Altra pratica molto usata dai politici è l’escamotage di comprare fan fasulli per far leva sul principio di riprova sociale. 

Secondo questo principio le persone saranno portate a mettere “mi piace” e a seguire le pagine già con un considerevole numero di like.

Ma la riprova sociale funziona bene solo e i fan sono reali, anche perché quelli finti non interagiranno con i tuoi post e alla fine potresti venire sgamato.

Ignorare le regole di web writing. Ultimo ma non meno dannoso è non conoscere alcune regole e accorgimenti necessari nella scrittura online che sono diversi da quelle su carta.
 
Quando presenti il tuo pensiero online e in forma testuale tenere conto di queste regole può davvero fare la differenza in quanto a comprensione e ricezione del tuo messaggio politico.
 
Questi sono i 7 errori che commettono gli aspiranti politici alle prime armi e anche quelli con più esperienza quando sono presenti su Facebook.
 

Ho individuato questi passi falsi analizzando centinaia e centinaia di Pagine Facebook di politici italiani e durante le mie esperienze di gestione di Pagine di partito o di candidati.

Se vuoi approfondire ho avuto cura di raccogliere e condensare questi errori nella miniguida gratuita: “7 errori su Facebook che ti fanno perdere consenso elettorale”, puoi scaricarla in omaggio lasciando la tua email.

 
 
 

2 commenti su “7 errori su Facebook che ti fanno perdere consenso elettorale.”

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